Cronaca di una giornata particolare
Cronaca di una giornata particolare
L’esperienza è immersiva.
Per raggiungere Aquila Nera Horses si percorre la via di Poggiberna in direzione di Pomaia. Ad un certo punto si svolta a sinistra in via della Lespa, una strada sterrata e polverosa che attraversa le dolci colline della Val di Perga, coltivate prevalentemente a fieno. Il caldo e la siccità di questa estate hanno reso il paesaggio brullo e l’erba secca, ma l’ora del tramonto avvolge lo scenario in una luce calda e dorata.
Dopo qualche curva, sulla sommità di una collina compare una lunga staccionata. Il cuore accelera, perché sa già cosa significa: all’interno di quello spazio, apparentemente senza confini, ci saranno sicuramente i cavalli. E infatti dopo pochi minuti gli occhi incontrano il branco. Sono molti, riuniti in piccoli gruppi, intenti a brucare i balloni di fieno disposti lungo la staccionata che guarda ad est. Mi attardo ad osservarli. Le loro dinamiche di relazione si manifestano sempre chiaramente quando c’è del cibo in gioco: c’è chi sposta qualcuno, chi imperterrito continua a brucare con gli occhi socchiusi nonostante le pressioni esterne e chi afferma silenziosamente il proprio rango con un impercettibile o più deciso movimento delle orecchie. Non mi stanco mai di assistere a queste scene e questa è una delle rare occasioni di vedere un branco di cavalli così numeroso in azione.
L’orario dell’appuntamento mi richiama all’ordine, devo raggiungere l’ingresso di Aquila Nera Horses dove Davide Bassi ci aspetta. Siamo un folto gruppo, proveniente sia dalle zone limitrofe che da regioni lontane. Ci aspetta una serata in mezzo al branco, seguendo il passaggio dal tramonto alla notte.
Durante un gustoso aperitivo-cena a base di prodotti locali Davide ci racconta la sua storia e quella dei suoi cavalli. Sono prevalentemente purosangue inglese che lui recupera dagli ippodromi di Pisa e Livorno, scartati dalle corse perché ritenuti ingestibili. Grazie ad un’esperienza fatta in giovane età con uno sciamano Sioux Lakota con il quale ha gestito per un lungo periodo un branco di 3500 cavalli, Davide è capace di entrare in profonda connessione con questi cavalli “difficili” i quali abbassano rapidamente ogni forma di difesa creando con lui una forte relazione di fiducia.
Sul fare del tramonto entriamo nello spazio dei cavalli. Con lentezza e seguendo le indicazioni di Davide ci avviciniamo al gruppo. I cavalli ci notano, ma continuano a brucare; il fieno arrivato fresco la mattina stessa è sicuramente più interessante del chiacchiericcio di un branco di umani. La cavalla più anziana, una bellissima appaloosa che mentre ci avviciniamo sonnecchia in mezzo al campo dandoci le spalle, sentendoci arrivare fa perno su stessa e lentamente e con la saggezza dei suoi 37 anni va incontro a Davide. A quel punto il branco alza le orecchie e si muove verso di noi, ma non si ferma a curiosare tra gli umani.
I cavalli ci passano accanto al galoppo leggero e seguendo un loro ordine gerarchico si fermano a bere alla fonte d’acqua posta in prossimità di alcune capannine di legno. L’abbeverata di Aquila Nera non è il solito “punto acqua” sempre a disposizione, è una vera stazione termale! La grande vasca alimentata da un flusso costante di acqua fresca è posta sul fianco di un piccolo laghetto di argilla naturale. Andando a bere, i cavalli affondano gli arti in questo laghetto fin quasi a metà altezza e quando ne escono le estremità rimangono naturalmente ricoperte di un sottile strato di argilla che li protegge dalla siccità e dalle punture dei noiosissimi insetti estivi.
Dissetati e rinfrescati i cavalli proseguono a passo lento verso il lato ovest della staccionata dove il sole sta tramontando.
Li seguiamo anche noi. È il momento in cui Davide ci invita ad interagire cercando una connessione con loro e stimolandoli al gioco. Non è facile perché anche da questo lato ci sono degli invitanti e profumati balloni di fieno, ma alzando l’energia e lanciandoci in piccole corse i cavalli ci seguono nell’azione, con gioia e sorpresa di alcuni partecipanti che non avevano ancora vissuto un’esperienza simile.
Il tempo scorre rapido ed il sole ormai tramontato dietro le colline lascia spazio al crepuscolo e alla notte. Sulla via del ritorno, mentre Davide continua i suoi racconti, si sentono in lontananza i suoni sommessi dei cavalli: sbuffi, soffi e brontolii e lo scalpiccio degli zoccoli che si muovono da un ballone di fieno ad un altro. Mi par di vederli, ognuno di loro intento, anche nel buio, a riaffermare di continuo il proprio rango nel branco.
Nella quiete di questa bella serata estiva mi sorprendo a sorridere.
Articolo di Francesca Manca, pubblicato su Cavallo2000 il 18/08/2025